...appunti e pensieri sulle strade d'Europa...


di Monica Pirovano

Ripensando al viaggio in Irlanda...

Periodo dal 17 giugno 2011 al 29 giugno 2011


Ci sono terre remote dove nessun uomo ha mai messo piede: luoghi sconosciuti, luoghi inesplorati.

Ci sono invece terre di passaggio, che custodiscono con un silenzio muto, quasi sacro, storie che la terra ha udito, di cui è stata spettatrice. Terreni che nascondono nelle loro profondità molteplici varietà di storie: storie grandi e maestose che si raccontano nelle lezioni scolastiche, storie piccole nella loro grandezza, storie di poche semplici persone che si raccontano da bocche di antenati tramandate di generazione in generazione.

Chiudendo gli occhi mentre sono qui sopra queste rocce, sopra questa sabbia si possono sentire quelle voci che la terra a volte fatica a trattenere tanto sono ancora vitali. Voci che si disperdono in sussurri nell'aria e che, se si è sufficientemente svelti da catturarli, li si possono tenere fra le mani nella loro inconsistenza di passaggio.

La terra d'Irlanda è strana, in apparenza sembra quieta, quasi assopita nel suo orizzonte così ampio, nel reale invece è un trionfo di natura, di tradizione, di storia, di vita quotidiana, di cordialità, di misticismo sacro. E' terra nordica.

Osservando quell'orizzonte così ampio è come se si percepisse l'immensa tristezza del cielo destinato a restare li separato dalla terra, nonostante, nei luoghi dove l'oceano fa da padrone del panorama, la linea di confine si confonda in profondità fino a celarsi a tratti, ma è sola illusione, il reale è che il cielo è lì, destinato ad essere separato dalla terra. Penso che sia per questo che in Irlanda piova spesso, perché il cielo cerchi di protendersi, con le sue lacrime, fino a toccare la terra e ricongiungersi ad essa e quando finalmente ci riesce, si ritira di nuovo in se stesso godendo della felicità di quel momento e facendo risplendere nuovamente il sole.

Ci sono luoghi della mia vacanza che ho fotografato dentro per portarli a “casa” con me, piccoli tesori che svelerò solo a me stessa nel momento in cui vorrò tornare virtualmente a ripercorrere quei luoghi nordici, nell'attesa di tornarci di nuovo lasciando le mie vere impronte e un po' della mia storia.

Non so esattamente cosa mi porti a tornare, sono quelle sinergie che alle volte non vale la pena spiegarsi, sono così e basta. So che l'aspetto che più prediligo di Lei è la leggenda che apre una dimensione parallela e pare prendersi gioco di te, della tua curiosità, del tuo stupore dinnanzi ai giochi di natura, dinnanzi al visibile che si mischia con la percezione. Mi piace l'idea di giocare a rincorrere fate e folletti per vedere dove realmente risiedono, forse solo frutto di fantasie. O forse è solo la voglia di bermi una pinta di Guinness fredda al punto giusto.

 
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