INCONTRO CON L'AUTORE    
 

Venerdì 12 ottobre ore 21:00

ANDREA LABATE e
ALESSANDRO MANCA

"Beat Generation"





LEGGERE LA BEAT GENERATION

«Se tutto quello che sentiamo potesse essere detto sarebbe davvero bello…», con questo spirito, di condivisione e crescita vicendevole proporremo una riletture di alcuni tra gli scritti più affascinati che hanno caratterizzato il movimento letterario e culturale definito beat generation. «Volevamo presentare agli altri qualcosa che ci appassiona e coinvolge, trasmettere ciò che proviamo noi nell’accostarci a questo mondo»

La Beat generation fu un movimento artistico, poetico e letterario sviluppatosi dal secondo dopoguerra (1947 circa) a fine anni cinquanta, negli Stati Uniti. Il termine beat viene coniato da Jack Kerouac nel 1947, ma l'atto di nascita ufficiale è il 1952, anno di pubblicazione di Go di John Clellon Holmes, che viene considerato il primo racconto beat, e dell'articolo This is the Beat Generation («New York Times Magazine», novembre 1952), che segna l'avvio dell'esistenza pubblica dei beat. Beat è un termine che assume molteplici significati già in inglese, ed in italiano è tradotto e spiegato in varie accezioni. Beat come beatitudine (Beatitude), la salvezza ascetica ed estatica dello spiritualismo Zen, ma anche il misticismo indotto dalle droghe più svariate, dall'alcol, dall'incontro carnale e frenetico, dal parlare incessantemente, sviscerando tutto ciò che la mente racchiude. Beat come battuto, sconfitto in partenza. La sconfitta inevitabile che viene dalla società, dalle sue costrizioni, dagli schemi imposti ed inattaccabili. Beat come richiamo alla vita libera e alla consapevolezza dell'istante. Beat come ribellione. Beat come battito. Beat come ritmo. Attraverso parole libere e slegate i beat hanno voluto veicolare la propria visione del mondo e le proprie emozioni. Andrea Labate e Alessandro Manca sono partiti proprio da qui rileggendo e reinterpretando una ventina di testi uniti da molti fili rossi.

Nella lettura coesisteranno prose, riflessioni, poesie lettere senza il bisogno di aggiungere nulla. Abbiamo scelto materiale dalle grandi potenzialità catartiche e incisive. «Vita che diventa parola alla sua stessa sorgente».

La lettura sarà accompagnata da due musicisti d'eccezione Massimiliano Milesi e Amerigo Lancini.


Massimiliano Milesi (sassofoni) Ha iniziato lo studio del sassofono all’età di quattordici anni sotto la guida di Emanuele Cisi presso il CDPM di Bergamo proseguendo poi con Giulio Visibelli. Ha approfondito lo studio dell’improvvisazione jazz e di musica d’insieme con Claudio Angeleri in un apposito master col quale hanno collaborato anche Franco Ambrosetti e Maurizio Franco. Sempre all’interno del master sono avvenuti stages con Rob Sudduth, Andy Sugg, Gabriele Comeglio e Bob Mintzer. Dal duemiladue ha partecipato a vari festival jazz come il Bergamo Jazz, Jammin in the Garden di Porta Venezia a Milano, Il Festival di Castelli Calepio, Bergamo danza ecc.. Attualmente è laureando presso il conservatorio di Milano nel corso di jazz sotto la guida del M° Tino Tracanna. Ha collaborato anche con la cantante italo-francese YuYu eseguendo performances su RaiDue e al teatro Carlo Felice di Genova. Ha collaborato in questo senso anche con altri gruppi come la Famiglia Rossi, i Ralph Durante Football Club, Sam and the Friends ecc. In campo jazzistico invece ha militato nella Mood Orchestra di Claudio Angeleri primo sax tenore. Tramite questa Big band ha suonato con Franco Ambrosetti, Gabriele Comeglio, Rob Sudduth ( col quale ha suonato anche in quintetto) e Bob Mintzer. Attualmente fa parte del Contemporary Ensemble di Giovanni Falzone. Parallelamente si esibisce con due formazioni più piccole: il Keeway Trio con filippo Sala e Roberto Moneta e l’About Leslie Band con Gialuca Di Ienno, Osvaldo Di Dio e Antonio Fusco.

Amerigo Lancini (chitarra)
Chitarrista – Compositore, Chitarra solista e ritmica in diverse formazioni attive tutt’ora: Cover Band (dal rock al pop), rilevante il gruppo VOLTS (tributo AC/DC), più di 80 concerti in un anno, suonando anche in locali rinomati quali: LIVE, Fillmore e Thunderoad. Diverse esperienze anche con Big Band e compagnie teatrali per musical.
Dal 2007 ad oggi collaboratore-musicista all’OMICRON STUDIO (Capriolo –BS-), sia come chitarrista che come arrangiatore e consulente artistico per i gruppi interessati a registrare Demo, EP o disco completo.
Socio Negozio di articoli musicali e prima manutenzione di chitarre e bassi: Soundcheck snc. di Foresti Federico & C.
Vendita diretta al pubblico; rappresentante di attrezzature audio professionali per studi di registrazione; riparazioni base (cambio corde, settaggio, pulitura e controllo manico, controllo parte elettronica) su chitarre e bassi; consulente informatico riguardo software musicali (DAW, Sequencer, Editing Audio e notazione).








Alessandro Manca ha ventisei anni ed è figlio di un’infermiera e di un cuoco (artigiano del legno e ceramista). Abita in un paesino tra Lecco e Monza. Vivo e cerca di muoversi felicemente in provincia. Comunque i boschi stanno morendo. Dopo studi di informatica (purtroppo completamente rimossi) e nell’ambito socio-psico-pedagogico si è iscritto alla facoltà di Lettere Moderne presso l’Università Statale di Milano.Il primo ricordo di un sincero interessamento verso un qualche tipo di parola scritta lo riporta ad una domanda un po’ ingenua rivolta dopo una lezione su Leopardi alle scuole superiori : “ma si sentiva solo?”. Collabora da due anni con il giornale dell’Università Vulcano occupandosi delle rubriche di musica e letteratura. Si sta dedicando in questi ultimi mesi alla scrittura di due monologhi. Sta studiando il movimento underground di poesia in Italia degli anni ’50, che vede tra i padri Gianni Milano. Si sente vicino a chi ha cercato di essere contemporaneo con il linguaggio della propria epoca come Michael McClure e Jackson Pollock. Quando gli va scrive poesie. Sta progettando un romanzo cut-up. «La sola letteratura possibile del futuro sarà autobiografica» (Jack Kerouac). L’anno scorso è stato selezionato nell’ambito del concorso universitario UniVersi dedicato alla poesia. Tre suoi componimenti sono inclusi in un’antologia edita da Mimesis. Ha partecipato alla Prima rassegna degli scrittori del meratese nel giugno 2010 organizzata dall’associazione culturale Babel e dalla Pro Loco di Merate (Lecco). Nel marzo 2011 è stato selezionato tra i finalisti del 1° concorso letterario Mario Ferrario – “Immagini da Leggere” a Cernusco Lombardone (Lc). Nel maggio dello stesso anno cinque sue poesie sono state esposte corredate da un breve approfondimento critico di Daniele Bellomi alla manifestazione MeCO poesia&contemporaneità di Milano. Sempre nel 2011, una sua poesia è arrivata in finale al 2° concorso “Castello e borgo murato di Moneta” e la casa editrice Rupe Mutevole la ha inclusa nella relativa antologia (settembre 2011). Un suo haiku è stato scelto per Brevis – premio nazionale di scrittura essenziale (sesta edizione) organizzato in provincia di Brescia. Alcune sue poesie sono state incluse nella fanzine letteraria Le Tre Piume. Nel numero 51 (novembre 2011) della rivista “Le Voci della Luna”- quadrimestrale di Informazione e Cultura Letteraria e Artistica- sono state pubblicate 4 sue poesie accompagnate da un’introduzione di Fabio Rizzoli. Nel 2012 un pezzo di prosa teatrale è stato inserito nella fanzine letteraria Le Tre Piume. Con Andrea Labate ha intrapreso il tour “LEGGERE LA BEAT GENERATION”.

Andrea Labate è nato nel 1987, d’inverno, in Valtellina proprio quando ci fu l’alluvione. Studioso di beat generation e controcultura italiana degli anni ‘60. Cerca di trovare unità e un senso di onestà in ciò che fa, pensa, dice, scrive. Sorride sempre.
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Vividolzago,
7 ott 2012, 12:27